francescomancini i nostri articoli
pubblichiamo in ordine non necessariamente cronologico gli articoli pubblicati dal nostro comitato, cittadini per l'ulivo velletri fuori dalla palude circolo gian maria volontè, sui giornali locali o sulla rete. QUESTA è VELLETRI:QUANDO LA REALTà INCONTRA LA LEGGENDA ,VINCE LA LEGGENDA(liberamente tratto dal film di john ford "l'uomo che uccise liberty valence) l'imbecillità crede che tutto sia chiaro ,quando la televisione ha mostrato una bella immagine e l'ha commentata con una generosa menzogna. La semi-elite si accontenta di sapere che quasi tutto è oscuro ,ambivalente ,montato in funzione di codici sconosciuti .Un'elite più chiusa vorrebbe sapere il vero ,difficilissimo da distinguere chiaramente in ogni singolo caso ,nonostante tutti i dati riservati e le confidenze di cui può disporre .Per questo amerebbe possedere il metodo della verità,ma si tratta quasi sempre di un amore infelice .Guy Debord
“Le creature che sbagliano inveteratamente le proprie previsioni sul futuro hanno una patetica quanto lodevole tendenza a morire prima di riprodurre la propria specie.” Darwin.
Il partito democratico si trova senza alcun dubbio in un punto importante della sua storia che coincide altrettanto pesantemente con un momento carico di rischi della storia del nostro paese ,tutto quel che accade al Pd ,dunque, non riguarda solamente dirigenti ed amministratori ,ma i suoi elettori ed ,in una prospettiva più ampia ,il paese stesso.Anche se qualche volta l’impressione è quella di chi si guarda l’ombelico in realtà il Pd è una metafora che parla dell’Italia e all’Italia ,un progetto con tratti innovativi unici in Europa ,nato in una delle più devastanti temperie politiche che abbiano attraversato il nostro continente e caricato quindi di speranze ,necessità e paure del tutto imparagonabili rispetto ad esperienze politiche di altri paesi, dovendo esercitare nel contempo una carica di novità radicale ed una tensione per il futuro poggiandosi su una classe politica che guarda al passato e che viene dal passato . Il novero dei problemi che abbiamo davanti quindi richiede inventiva ,innovazione ,creatività ed adozione del cosiddetto pensiero laterale,.l’uso di soluzioni ed analisi dei problemi che prescindono da quello che sembra essere l’unico modello di soluzione possibile,adottando soluzioni inconsuete e flessibili adatte ai problemi che abbiamo davanti.
Il Pd perciò non può essere il partito degli iscritti ne quello dei militanti ,ma quello dei partecipanti , l’avvocato di Boston piuttosto che l’insegnante di Houston che si ritrovano nei vari meet up prima organizzati da Howard Dean e poi da Obama ci descrivono molto di più la strada sulla quale anche il Pd si dovrà incamminare di quanto faccia qualunque partito delle tessere o “radicato nel territorio”, la lezione che ci viene è che l’impegno politico viene incrementato quando l’obiettivo è concreto ,limitato nel tempo ,con un dispendio di energie da parte dei partecipanti a sua volta delimitato, con un feed back che consente di valutare i risultati ,lasciando anche spazio alla creatività sul territorio ,ma mantenendo una supervisione sui risultati generali . Il Pd attuale in cui le tessere sono inversamente proporzionali ai voti ,”il partito che viene dal passato anche se guarda al futuro “ ,non avrebbe invece nessuna chance di adattarsi ai tempi politici che occorrono.
È necessario perciò liberarsi da nostalgie che non hanno più diritto di cittadinanza e guardare al futuro ,un futuro che il Pd avrà solamente se sarà in grado di interpretare l’organizzazione politica nella maniera in cui lo richiede il nuovo secolo ,non quello vecchio.
Niente più circoli ,tessere ,ma pensatoi ,i cosiddetti think tanks, affinché il dibattito delle idee sia contrastato ,aspro ,ma anche ricco e modalità di scelta solo attraverso le primarie .
“Tutti dentro”
Ci era stato spiegato che la “vocazione maggioritaria” serviva ad avere un partito omogeneo unito e che parlasse con una sola voce ,altro che la cacofonica esperienza dell’Unione , ma come si è visto tutto questo non si è verificato ed era inevitabile che ciò avvenisse ,poiché la diversità di opinioni è il sale della vita oltre che della politica e la reductio ad unum non funziona ,nella vita e nella politica ,i partiti maggioritari hanno dentro al loro interno varie posizioni ,pensiamo ai democratici americani che vanno dai liberals a posizioni più centriste e che scelgono ,di volta in volta a seconda delle circostanze ,o meglio gli elettori scelgono per loro, i candidati che nei territori rappresentano momentaneamente meglio le posizioni dell’elettorato .
Il Pd in sostanza deve essere come lUnione Europea aperto sempre a nuove adesioni ,senza occupazioni o annessioni con l’obiettivo di contenere dentro di se tutto il centrosinistra.
“il modo Svizzero”
Si dirà che l’obiettivo è utopico o del tutto impossibile ,mentre in realtà è più praticabile di quanto si pensi .
Se in Svizzera ,infatti, si votasse una volta ogni tanto ,un referendum ogni tanto , la confederazione elvetica durerebbe pochissimo ,la sconfitta per la parte Italiana o Francese che sia ,di destra o di sinistra verrebbe vista come una ordalia quasi definitiva con un forte desiderio di rivalsa da parte dei perdenti ed un umano ,ma stolto ,desiderio della parte vincitrice di prendersi tutto ,con l’inevitabile conclusione che lo stare insieme diventerebbe impossibile .Invece referendum continui ,oltre che l’elezioni, rendono il processo politico continuamente oliato ,senza frizioni ,una volta perdo come Svizzero Tedesco ,come verde ,come uomo ,una altra volta come verde o come Svizzero Tedesco ,con maggioranze cangianti e scomponibili in cui chi perde oggi vince domani a seconda delle issue che ci si trova davanti .
Per il Pd questo vuol dire primarie sempre ,affinché chi oggi perde ,come elettore o come politico ,si senta sempre associato al progetto avendo sempre di fronte una possibilità di rivincita , come del resto le primarie di coalizione hanno dimostrato non sempre candidati favoriti hanno vinto , e da Vendola in Puglia a Cesetti a Fermo ,per citare solo alcuni esempi, tutte le sensibilità del centrosinistra hanno avuto ,hanno e avranno uguali possibilità non solo di esprimersi e di concorrere ,ma soprattutto di vittoria ,gestendo così in maniera creativa ,utile e feconda la diversità e le differenze nel centrosinistra .
Se non pensi alla soluzione sei parte del problema
cittadini per l'ulivo "Velletri fuori dalla palude" circolo Volontè
Le dimissioni degli altri sono sempre più belle.
Leggiamo che l'ex candidato a sindaco per il popolo delle libertà Giancarlo Righini chiede le dimissioni del sindaco Servadio dopo le elezioni europee , può darsi che abbia ragione .Dopo le elezioni politiche perse Veltroni ha fatto passare mesi prima di dimettersi ,in una democrazia funzionante chi perde va a casa, Righini invece..
Alle politiche del 2008 solo il popolo della libertà ha preso 15984 voti pari al 48,32% ,la coalizione poi che sosteneva Righini alle comunali di Velletri 11188 voti pari al 35,77%,Rignini ,invece,il candidado a Sindaco 10990 voti pari al 33,28% dei voti ,4994 voti in meno del solo partito Berlusconiano alle politiche ,un capolavoro politico ,un insuccesso all'incontrario ,prima di finire perdente al ballottaggio contro Servadio del quale, ora Righini , chiede le dimissioni.
Ora dopo le europee Rignini chiede le dimissioni di Servadio ,come detto legittimo ,ma prima delle dimissioni di Servadio aspettiamo le sue ,restiamo in fiduciosa attesa .
Il genio
Buon ultimo Vendola ,”Berlusconi è geniale” ,come altro definire se no chi ha abbattuto avversari politici ,ha superato crisi economiche e politiche, si è sottratto alla condanna della magistratura ,mentre tutti coloro di cui si era circondato vedevano via via sporcarsi la fedina penale, ha soggiogato l’opinione pubblica rendendola assuefatta ,ha reso i media più proni e servizievoli di un pony per bambini ,tutto questo lui da solo,una tale performance non merita dunque l’appello di geniale? Magistrati ,imprenditori ,politici ,poliziotti ,giornalisti tutti intelligenti ,ma evidentemente meno intelligenti del “fenomeno” contro cui andavano a sbattere ,meno geniali sia insieme che da soli .Eppure se ci pensate c’è un altro “fenomeno” quasi imbattibile verso cui risorse scientifiche e premi nobel ,progresso o preghiera, lavoro di gruppi o abilità isolata ,volontà collettiva od individuale sbattono inutilmente come mare sulle rocce ,il cancro. Questo avversario oscuro ,subdolo ,insidioso che concede poche vittorie e dispensa molte sconfitte ,contro cui sembra si avanzi a pochi centimetri alla volta ,indifferente alla prova di volontà dei malati ,della comunità scientifica ,indifferenza ripetuta su tante ,non su tutte per fortuna ,terapie ,non può meritare esso stesso l’appellativo geniale avendo sconfitto cotanti nemici .Eppure la ragione giustamente si ribella ,non solo i gruppi di lavoratori che lavorano nella fabbricano di amianto che li rende ammalati,ma il singolo lavoratore stesso ,il singolo paziente stesso è di gran lunga migliore ,più intelligente ,più flessibile della malattia che ha in corpo ,il fatto che in questo caso non si diano giudizi di valore risponde ad una giusta razionalità ,il fatto che i lavoratori di una fabbrica di amianto ,ad esempio, si ammalino di tumore non ci dice perciò niente della loro intelligenza ne collettiva ne individuale , l’intelligenza ovvero la mancanza di intelligenza avviene ad un altro livello ,quella della difesa ,della protezione .La mancanza di pochi piccoli accorgimenti rende mortale un avvenimento banale che senza le circostanze occasionali che ne facilitano l’apparizione resterebbe tale ,non è il terremoto ,ma la costruzione delle case la tragedia ,come quelle malattie oggi sconfitte o rese controllabili che ieri costavano la vita per semplici gesti noncuranti come il non lavarsi le mani prima di una operazione ,tutto più che un presunto satanismo degli avversari ci deve rendere attenti alle difese ,le difese ,non gli individui ne da soli ne insieme , devono essere approntate affinché l’inevitabile divenga evitabile ,le polvere sottili emesse dalle macchine ,l’inquinamento dei cibi o dell’acqua sono tutti avvenimenti che se non avvengono spezzano semplicemente quella che a prima vista appare una catena con una conclusione mortale ,trasformando un paesaggio urbano o di campagna in un quadro sociologico o iconografico e non in una trappola mortale ,quando le nostre difese sono intelligenti il genio maligno scompare .
Sul fenomeno di Hitler fra le tante c’erano due interpretazioni contrastanti da una parte chi vedeva negli innumerevoli avversari abbattuti uno dopo l’altro se non la genialità del Führer la prova della stupidità degli avversari ,altri, incarnati dalle poesie testarde di Brecht , vedevano niente altro che un povero anstreicher ,un povero imbianchino banale sciatto a cui non riconoscevano nessuna grandezza ,nessun fenomeno medianico o messianico , Weimar e tutti coloro che la componevano erano notevolmente più intelligenti dei loro avversari ,non lo erano le loro difese ed è su quelle che dopo la guerra ci si è concentrati è su quello ci dovremo concentrare noi.
presa dalla rete
er grillo der marchese sempre zompa
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a poracci, ancora andate a lavorà. me sa che non avete capito un bel niente, de come funziona er monno. n'capo n'ce tenete manco l'acqua de e figora secche.
lor signori prendano visione del file allegato, preso dal sito del ministro Brunetta ( l'energumeno tascabile). troverete i consulenti del Comune di Velletri del 2007, tra i quali c'è anche il cugino cugino ( se non sbaglio) di un assessore messo agli arresti domiciliari nell'indagine sugli appalti truccati. se non avete capito chi è l'assessore vi do un indizio è quello che porta i vestiti con le righe fitte fitte quasi a righine. Il cugino invece è più facile per chi conosce la matematica. se sommate tutti compensi supera i 100 mila euro. ao logicamente nun c'è sta niente de male, e ce mancherebbe. io magara so assessore ai lavori pubblici e incarico er meglio figo der bigonzo pe fa na serie de progetti. guarda caso er più meglio in assoluto è propro mi cugino, e che ce posso fa. mica o posso rinnegà. so i casi de la vita. mo nu state la malignà che nun è opportuno, serrebbi meglio che certe cosa tra parenti nun se fanno. lasciamo sta la morale, che a quanto ne so nun se magnà.
e poi come dice er saggio nun c'è cosa più divina che incaricà la cugina ( o cugino dir si voglia).
Ringrazio "gola profonda" ( il mio consulente a gratise) per la dritta.
e mo che ce lo sapete nun ve arrabbiate tanto nun cambia niente.
pecchè loro so loro, e voi nun sete un c..., vabbè m' avete capito
si vediamo
G
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il link al documento è questo
http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/incarichi/PDF_incarichi_2007/Comuni_r_z.pdf
velletri inizia a pagina 1710 è un pò pesante da scarica circa 5 mega ( cmq non è tantissimo)
L’ ora dei THINK TANKS.
Il sostituto del deceduto Heider è un giovanotto di 27anni senza ne arte ne parte che non fa che confermare che il partito di Heider era Heider stesso, il partito viveva di luce riflessa del leader ,si incarnava nella sua persona e non c’era nessun partito al di fuori della sua persona. Populismo ,senz’altro, demagogia ,anche ,ma è ormai evidente che la crisi dei partiti ,così come siamo stati abituati a conoscerli, è ormai un fenomeno mondiale e anche in democrazie proporzionali si inseriscono vieppiù elementi plebiscitari , basti come esempio per tutti come in Germania il segretario della SPD ,i socialdemocratici tedeschi, Beck sia stato allontanato a favore di Steinmeier ,più mediatico ,meglio piazzato nei sondaggi e scelto pur non essendo un politico di formazione , ad ennesima riprova che anche in Germania ,come oramai in tutto il mondo occidentale , l’era dei partiti come li conoscevamo è finita , ed il centrosinistra a livello mondiale ha vinto ,ad esempio in Australia, o come con Obama negli USA, se si inserisce in dinamiche maggioritarie e non si rinchiude in fortini identitari ormai assediati, d’altre parte a destra ,l’abbiamo visto, vi è la presenza di elementi populistici e plebiscitari nelle campagne elettorali che fanno si che i candidati si connettano direttamente ,senza filtri partitici , con l’elettorato .Pulsioni populiste da contrastare evidentemente ,ma con cui si deve necessariamente fare i conti e che non si possono affrontare nella società mediatica con strumenti inadatti , basti pensare alla campagna elettorale Presidenziale Americana in cui i due contendenti hanno fatto a gara a prendere le distanze da “Washington” ,noi diremmo da “ROMA”dall ’establishment ,e a presentarsi agli occhi degli elettori come outsider pur rappresentando entrambi ormai due partiti leggeri ,ma che ,nonostante tutto ,rappresentano comunque una zavorra insormontabile per qualunque candidatura che voglia essere minimamente competitiva.La crisi dei partiti ,della partitocrazia secondo una fortunata espressione , non è quindi una prerogativa Italiana ,anzi , nell’ultima tornata elettorale nell’arco alpino ,Austria ,Svizzera ,Baviera, c’è stata la contemporanea frana dei partiti storici e l’avanzata di nuove formazioni che con i partiti storici hanno poco in comune, si dirà ,invece, che ,in Italia , ben più pesanti ,lugubri e minacciosi sono gli elementi populistici e plebiscitari rappresentati da Berlusconi ,con una deriva che non ha eguali ,questa si ,nel mondo occidentale ,ma che proprio per questo richiede una risposta all’altezza delle sfide. Il partito democratico, nato non dimentichiamolo mai , dall’evoluzione dell’Ulivo ,geniale intuizione di Prodi difesa con perdite ,ma con successo dalla nomenklatura partitica testarda ed ottusa, non è stato invece all’altezza delle temperie in cui ci troviamo , le primarie sono si state recepite ,ma non comprese quasi che potessero inserirsi in continuità nelle politica dei vertici chiusi e delle decisioni prese da pochi e non rappresentare un momento di rottura con la politica fino ad allora praticata. Come era prevedibile le primarie, nonostante Veltroni ,hanno terremotato la riserva indiana della sinistra , legata a modalità di fare politica antidiluviane ,ma hanno intaccato solo in minima parte il recinto della destra proprio perché il confronto è stato vissuto nel centrosinistra ancora nello schema della forma partito , credendo che con la nascita del partito democratico non si fosse fatto solo il primo passo di un lungo cammino,ma si fosse giunti già all’approdo.
Il partito democratico infatti coltiva la pericolosa illusione da una parte di aver sterilizzato i contrasti , mentre inevitabilmente i contrasti sono destinati sempre a venire alla luce perché sono il sale della democrazia, e dall’altra di poter rimanere in mezzo al guado nella forma partito , con tessere e tesserine ,segreterie ,circoli e circoletti .Si crede ,infatti, che tutto il”kit” ,tutto l’occorrente per affrontare la realtà esterna sia presente nelle risorse interne dei partiti ,partiti che come vediamo tutti i giorni in tutto il mondo sono sempre più screditati , e ,soprattutto, in Europa si rinchiudono in se stessi invece di aprirsi alle realtà esterne. In tutte le democrazie inoltre ,anche in quelle bipartitiche, le differenti visioni del mondo ,gli scontri ,le dure lotte sono all’ordine del giorno ,quello che conta sono in realtà le regole d’ingaggio che permettono di sciogliere i nodi politici , non bisogna perciò aver paura dei contrasti ,ma semplicemente trovare le modalità democratiche per risorverli ,modalità che in realtà sono già presenti ,le primarie, ma di cui non si sono comprese le conseguenze .Un esempio aiuta a chiarire meglio la situazione a Firenze ,come in molte altre realtà, l’anno prossimo si vota, il sindaco uscente al termine dei due mandati non è più ricandidabile ,bisogna quindi trovare un nuovo candidato ,tutti i termini della situazione sono perciò ampiamente conosciuti ,si sa quando si vota , si sa che il sindaco uscente non è ricandidabile ,eppure il partito democratico si incarta in una spirale senza uscita quando i termini del problema sono apparentemente semplici, prima ,infatti , propone di tenere primarie solo per il partito democratico ,di fronte al fatto che con molte forze si andrà poi uniti alle elezioni comunali pare logico andare alle primarie aperte ,ma ecco l’apparente problema ,troppi candidati sembrano troppi ,vanno ridotti , magari con manovre d’apparato,mentre non ci si preoccupa minimamente di assicurarsi che il vincitore rappresenti almeno il 50% degli elettori ,con modalità sperimentate come la legge elettorale australiana ad esempio o il doppio turno ,preoccupazione del resto non affrontata per le primarie comunali di Velletri,in modo che sia veramente il candidato “migliore” a presentarsi alle comunali con maggior chance di successo, poi si preparano le primarie nel recinto del pd ,infine di fronte agli scandali si “ripiega” finalmente sulle primarie di coalizione con necessario doppio turno.Cosa si dovrebbe fare a Firenze e dappertutto invece dovrebbe essere chiaro ,stabilire con largo anticipo la data delle primarie ,primarie aperte a tutti,affinché outsider ,anche Obama all’inizio era un outsider, abbia aggio di crearsi una organizzazione in grado di intercettare voti ,la vera chiave da ora in poi di fare politica, e rendere la sua candidatura competitiva facendo inizialmente un favore naturalmente a se stesso ,ma poi in definitiva alla stessa coalizione poiché può portare valore aggiunto e soprattutto voti aggiuntivi. Il partito democratico perciò è chiamato a decidere se vuole essere in grado di immettere nel circuito della politica i valori le abilità e le competenze della società civile ,ovvero invece utilizzare le primarie come mero strumento per dirimere nodi ormai non più diversamente scioglibili .
La fine dei programmi e l’ora dei THINK TANKS.
Sono comprensibili le obiezioni di chi lamenta ,di fronte alla turbopolitica, la perdita dei programmi ,la coperta di linus della cosiddetta sinistra radicale, se contano i candidati ,le persone secondo la vulgata popolare, quale spazio c’è per programmi ben meditati e concertati ? A ben vedere questa età dell’oro dei programmi non è mai esistita ,come sa bene chi ha partecipato a qualunque livello alla stesura di un programma , con trattative in bilico fra il suk ,la farsa e la sceneggiata ,trattative farraginose e confusionarie che producono programmi altrettanto confusi o al massimo adatti ai libri dei sogni ,ma non si può necessariamente derubricare questa obiezione nel novero di quelle che non meritano risposte .Innanzitutto nella politica maggioritaria ,e maggioritaria è volente o nolente anche nel proporzionale o si governa o si sta all’opposizione tertium non datur, il candidato ,diremmo quasi il corpo del candidato , è politica ,lo è il suo modo di parlare ,di gesticolare lo è il modo di esporre che veicola un universo di valori che di per se già è in parte un programma ,la sobrietà di Prodi ,ad esempio, già indicavano un modo di governare che si sarebbe realizzato nell’azione di governo e dubitiamo che molti abbiano letto pienamente il programma di Berlusconi nondimeno si sono ritrovati nei suoi valori nei suoi disvalori e nelle sue televisioni senza bisogno di leggere una riga del programma , non c è nessuna necessità quindi di analisi ,report , paper position ,tutto dovrebbe essere affiditato unicamente ad una politica plebiscitaria senza spazio per la discussione? Ma quando mai, proprio questa modalità ,se ben utilizzata e compresa, offre la possibilità per una analisi raffinata e precisa anche se necessariamente conflittuale soltanto bisogna cambiare luogo di osservazione . Un think tank (letteralmente "serbatoio di pensiero") è un organismo ,un gruppo di lavoro o una società tendenzialmente indipendente dai partiti politici ,anche se spesso collaterale ad essi che si occupa di analisi delle politiche a qualsiasi livello a partire del livello locale fino al livello internazionale, producendo dati ,informazioni ,dando consigli e fornendo previsioni ,non è,come erroneamente si pensa una prerogativa del mondo anglosassone basti pensare alle Stiftung tedesche , un think tank ha un ruolo perciò di trasmissione di idee ,un ruolo non inteso in senso assoluto poichè i think tanks anche all’interno di uno stesso schieramento “lottano” nel senso buono del termine l’un l’altro per ottenere attenzione ,autorevolezza e per realizzare le politiche da loro proposte ,,”lottano” in maniera reattiva e veloce e contemporaneamente in maniera riflessiva e con un orizzonte di lungo periodo producendo sia soluzioni pret a porter che analisi per problemi dei decenni a venire. In questa ottica i politici sono le diramazioni finali di un organismo politico ,sono uno strumento necessario ,non sempre utili idioti come dice l’assessore regionale Di carlo, che però acquisiscono informazioni non più necessariamente in prima persona ,ma attraverso la mediazione di associazioni ,comitati ,istituti,reti che in qualunque modo li si voglia chiamare sono serbatoi di pensiero, e che ,spesso, in maniera informale e senza esserne pienamente consapevoli sono di fatto think tanks .In futuro quindi è del tutto evidente che questa modalità di fare politica si espanderà ,che lo si voglia o no, perché in una situazione di continuo cambiamento i partiti possono solo rispondere necessariamente in maniera non flessibile e quindi devono acquisire flessibilità presso attori esterni. In poche parole non esisterà più ,ma di fatto gia non esiste più, un programma unico ,una sorta di assicurazione casco ,un programma omnicomprensivo, in grado di proteggere la politica dai rischi degli imprevisti ,ma esisterà invece una serie di attori in concorrenza più o meno felice fra loro che discutono ,gareggiano fra loro con diverse interpretazioni della realtà non necessariamente incompatibili fra loro ,ma necessariamente diverse fornendo letture alternative e concorrenziali della realtà e basando il proprio successo unicamente sulla propria autorevolezza e non su posizioni di potere .In questa ottica perciò si incastrano primarie e think tanks ,distruzione creativa alla Schumpeter per il personale politico con la continua affermazione di volti nuovi e conseguentemente ,cosa più importante, con nuovi modelli di organizzazione politica ,la vera lezione che ci viene da Obama è questa , ,ma distruzione creativa anche per le idee in continuo e fecondo confronto fra loro ,il partito democratico può diventare ,deve diventare per la sua stessa sopravvivenza oltre che per il bene del sistema paese , il partito del centrosinistra non un partito del centrosinistra ,deve contenere al suo interno i cosiddetti riformisti e radicali , regolando di volta in volta secondo le contingenze di tempo e luogo con le primarie ,momentaneamente sempre momentaneamente i risultati non saranno mai definitivi, i rapporti di forza e facendo nel contempo continuamente affluire con i think tanks nuove idee .Il partito democratico così delineato è in realtà un campo di forze mai definitivamente strutturato in cui gli obiettivi ed i valori vengono scelti sempre unicamente dagli elettori e non dagli stati maggiori e che attraverso le primarie delimitano in maniera temporale e temporanea lo spazio fisico e valoriale del campo del centrosinistra .Solo ed unicamente in questo modo in Italia e ,oramai ,non soltanto in Italia, si potrà attrarre quell’elettorato non partitico decisivo in ogni elezione . Cittadini per l'ulivo"Velletri fuori dalla palude"circolo Volontè
La lezione di Velletri.
Senza peccare di eccessiva iattanza e prosopopea , tutto ciò lasciamolo alla destra Romana con i suoi saluti fascisti e l’esultanza calciofila, ma con sobrietà e serenità possiamo trarre dal voto di Velletri che ha portato a Servadio la fascia di sindaco ed il centrosinistra a riconquistare il Comune ,alcune lezioni che sono certamente valide anche sul piano nazionale.
A) Le primarie sono state un fattore fondamentale nella vittoria del centrosinistra a Velletri ,non lo prova ,infatti, solo il paragone con città dove ,per motivi diversi ,non sono state fatte, pensiamo ad esempio a Roma, con il centrosinistra che comunque vince le politiche ed è in testa al primo turno alle Provinciali con Zingaretti per poi vincerle al secondo turno,ma che fin da subito rivela che la candidatura di Rutelli ,decisa dall’alto ,non è stata accettata con serenità ,tanto da non esaurire il proprio potenziale al primo turno e portare il centrosinistra alla sconfitta al ballottaggio in contemporanea e con gli stessi elettori alla vittoria di Zingaretti, ma lo provano ad libitum se ce ne fosse necessità i casi di Nettuno ,di Vicenza per citare solo alcuni esempi dove le primarie ,come a Velletri, sono state fatte e dove l’elettorato ha premiato la proposta ed i candidati del centrosinistra .Certo incide anche la funzione”croce rossa” che il centrosinistra è chiamato a fare dagli elettori per curare i danni della destra ,funzione certamente decisiva nella nostra città ed in altre realtà ,pensiamo a Sondrio, e che nei prossimi anni .dopo le” cure” della destra sicuramente sarà chiamato a ripetere prima nelle più varie realtà e poi inevitabilmente sul piano nazionale,ma è evidente che con le primarie ,invece, che non sono certo la panacea,si disarticolano i vecchi schemi ,esternalizzando ,se così si può dire, le tensioni che vengono incalanate in una attività esterna quantomeno non più autoreferenziale ,costringendo le varie aree politiche a parlare e confrontarsi finalmente con gli elettori , in poche parole la politica diventa ciò che fai ,quindi ciò che comunichi ,ciò che organizzi ,ciò che analizzi ,e non più un arabesco di parole senza alcuna attinenza con la realtà, riducono la complessità orientando più facilmente masse di elettori altrimenti avulse dalla politica ,in sentesi cambiano campo e regole del gioco ,dando la possibilità ,con il tempo , di rispondere a quella domanda pulviscolare di politica che caratterizza il quadro Italiano e non viene intercettata dalle aggregazioni politiche attuali.
B) Viene sconfitta anche dal voto di Velletri quella visione del centro come luogo geometrico ,immobile e ,appunto ,centrale che rappresenterebbe un elettorato presunto moderato da conquistare con proposte e temi centristi ,in realtà come le esperienze internazionali avrebbero ben dovuto insegnarci il centro è un non luogo geometrico e politico ,diventano ,invece,centrali le issue ,i temi che durante l’azione politica e la campagna elettorale si decide di far diventare “centrali” ,e così a Vicenza diviene centrale l’aereoporto del molin ed a Velletri la questione morale ed in altre parti magari altri temi che di volta in volta focalizzano in maniera appunto “centrale” l’attenzione dell’elettorato.Non esiste cioè un “homo politicus” ideale che razionalmente soppesa i pro ed i contro delle proposte politiche ,ma esiste invece un elettore da intercettare su temi che per lui possono diventare di volta in volta più importanti ,utilizzando i temi e le tecniche di comunicazione adeguati.Come del resto il voto alle politiche ha dimostrato il centro come luogo politico è un miraggio ,il disagio economico ,non più coniugato in maniera diversa da mastella e da bertinotti ,non viene più intercettato dal PD ,ma passa direttamente all’astensione ,alla lega ,alla destra ,violando le presunte regole di geometria politica ,ma confermando una realtà evidente per chi vuole vederla ,sono i temi e le modalità di proposizioni degli stessi ad essere ed a divenire centrali per gli elettori .
C) Anche da Velletri viene ad uscire sconfitta quella visione della politica come riserva indiana teorizzata e propugnata dalla cosiddetta ,mai termine è stato più sfortunato ed autolesionista ,sinistra radicale .L’idea ,tutta anni settanta , che si possa governare dall’opposizione è parsa agli elettori quella che è ,surreale.Se è vero quindi che questa area ha perso il cosiddetto voto utile ,non ha capito che ,viceversa ,negli anni c’era stata un’altra corrente di voto utile che riempiva le sue vele elettorali ,il voto di chi ,proprio per la funzione di governo possibile o probabile che la sinistra si apprestava ad esercitare dava il proprio voto in funzione alcune volte difensiva ,perché alcune conquiste ed alcuni temi non venissero toccati, ed altre volte in funzione offensiva ,per toccare certi temi per ottenere alcune conquiste ,ma sempre con l’obiettivo di esercitare il voto come richiesta di governo .La descrizione del Governo Prodi con la metafora del poeta morente si è rivelata in realtà una autodescrizione ed una volta staccata
D) Il centrosinistra negli anni ed oggi Servadio per fortuna non hanno indossato nessun vestito da sposa bianco . Il buonismo ,fuor di metafora , durante l’opposizione e durante la campagna elettorale non paga ,non paga prendere schiaffi stando fermi ,bisogna rispondere colpo su colpo come le varie war room mediatiche messe su dai vari laburisti ,dai vari democratici americani e in generale in tutte le esperienze elettorali vincenti si sono incaricate di dimostrare .Una lezione da trasportare ora nell’azione di governo non lasciandosi mettere sotto scacco da una destra prevedibilmente livorosa .
E) Una chiave di volta ,poco sottolineata in questi anni , per il successo a Velletri è stata la resistenza di pezzi di società civile minoritari ,ma cospicui che hanno resistito all’offensiva di una destra clientelare non mettendosi in vendita ,ma mantenendo una coerenza ed una tempra morale che ,senza dubbio, servirà anche sul piano nazionale nei prossimi tempi .
F) Dal piano nazionale Velletri invece può apprendere che la buona amministrazione è necessaria ,ma non è sufficiente bisogna proiettarsi oltre la propria ombra ed essere anche visionari investire anche sul futuro anche lontano e non solo sul presente ,l’innovazione continua ed asfissiante è una necessità anche in politica non solo nelle imprese .
G) Dobbiamo essere consci ,la destra non lo è stata, infine , di quali responsabilità ci si carichi ora ,una città di 50000 abitanti ed in quali condizioni, ed esercitare il potere prescindendo dagli equilibri interni ,ma cercando di essere proiettati sul futuro.cittadini per l’ulivo”Velletri fuori dalla palude” circolo Volontè
Il prossimo 13 aprile saremo chiamati alle elezioni ,di fronte avremo la scelta fra un passato di cui anche nella nostra città vediamo i danni ed un futuro come normali cittadini veliterni ,italiani ,europei. Ci rivolgiamo,quindi, a tutti i nostri concittadini perché non scelgano di ripiombare in scenari già sperimentati,,con le stesse facce,gli stessi programmi inattuali,e gli stessi gesti.Ci rivolgiamo a tutti naturalmente,agli indecisi,agli elettori amareggiati dal riproporsi di vecchi refrain,a coloro che pensano di astenersi,agli elettori della destra disgustati dagli evidenti interessi personali che ,anche nella nostra città hanno guidato l’azione politica,ma in particolare ci rivolgiamo a coloro che hanno in animo di dare un voto più a sinistra,di non fidarsi ,questa volta alle politiche del Partito Democratico.
Pensiamo di avere i titoli per rivolgerci a tutte queste persone, come Cittadini per l’ulivo,infatti, ci siamo battuti per l’introduzione e l’uso di uno strumento innovativo come le primarie, il risultato è che ,oggi, a Velletri abbiamo un centrosinistra unito alle prossime comunali, di fronte ad una destra spaccata in mille pezzi, a dimostrazione che avevamo visto giusto nel chiedere di usare strumenti nuovi per fare politica e per prendre decisioni.Uno strumento ,quello delle primarie ,gradito dagli elettori ,come dimostra,comunque, il successo delle primarie a Velletri, sono uno strumento in grado di rigenerare la politica e di unire.Abbiamo sempre perseguito del resto l’obbiettivo dell’unità, crediamo ,abbiamo sempre creduto, in un progetto ,creato su nuove modalità, che includesse tutti sul modello dei laburisti inglesi o dei democratici statunitensi ,un progetto basato sul maggioritario,
affinché gli elettori possano scegliere i propri candidati con le primarie in collegi uninominali..L a destra oggi come nel 2001 ,sbandiera sondaggi formidabili quasi che l’apertura dei seggi sia soltanto una inutile e fastidiosa formalità da espletare ,anche nel 2001 millantavano distacchi abissali ,la sera delle elezioni però il distacco era invece minimo ,poco più di 400000 voti , una italia spaccata in due anche allora ,pochi voti dispersi su candidati senza speranza ci hanno consegnato a 5 anni tristi.Per effetto della legge elettorale porcata ,la definizione icastica è del suo autore il Senatore della Lega Calderoni, prima voluta poi disconosciuta dalla destra ,alla Cmera dei Deputati otterrà il premio di maggioranza chi avrà anche un solo voto di maggioranza , pochi voti al limite un unico voto, magari proprio il tuo possono segnare la differenza.Comprendiamo chi vuole dare il suo voto in base ad un ragionamento di identità valoriale,ma lo invitiamo a riflettere ,quell’area per effetto della perversa legge elettorale è destinata in ogni caso alla Camera ad avere una rappresentanza non in grado di incidere sul risultato elettorale se non ,purtroppo, negativamente. Ricordiamoci come andò nel 2001 nel nostro collegio alla Camera a Velletri, il candidato della destra ,Pepe, ,vinse per poco più di 100 voti ,più di 100 voti ,invece, furono”congelati” e dati a candidati senza speranza costando la sconfitta nel collegio.La pessima legge elettorale poi ,come tutti sappiamo ,presenta delle diversità fra Camera e Senato ,al Senato il premio di maggioranza è su base regionale ,poche regioni saranno decisive nell’assegnare all’uno o all’altro il controllo del Senato ,poche regioni ed il Lazio è una di queste .Una battaglia che qui si deciderà per poche migliaia di voti ,magari come alle regionali del 95 quando Badaloni sconfisse il candidato della destra ,nichelini,per poco più di 10000 voti .Anche nel 2006 alla Camera il “voto giovane” ribaltò sul filo di lana il risultato del Senato ,per poche migliaia di voti ,anche qui nella nostra regione,
Desideriamo sentitamente ringraziare gli elettori che hanno votato il nostro
candidato ed, innanzitutto il candidato stesso, Valerio Ciafrei, che si è
speso in prima persona in maniera estramamente corretta nella campagna
elettorale, impartendoci una lezione di vita e di politica. Abbiamo dato vita
noi del suo gruppo ad una campagna elettorale semplice ben al di sotto della
metà del tetto imposto ai candidati. Come cittadini per l'Ulivo ci siamo
battuti al livello locale ed a livello nazionale per l'istituzione delle
primarie. Il successo delle elezioni di Domenica sono in primo luogo una
nostra vittoria. Proprio per questo vogliamo che tale strumento sia affinato
e
migliorato introducendo il modello australiano con un vincitore netto subito
oppure il doppio turno. Inoltre a livello nazionale come locale ci dovremo
battere per una legge che regolamenti le primarie ed in particolare crei un
albo degli elettori, affinchè non si ripetano spettacoli di elettori o
folgorati da cene o colpiti da crisi mistiche che li convertono da destra a
sinistra.
Rimane comunque confermata appieno la bontà dello strumento che consente ai
cittadini di scegliere direttamente chi li rappresenterà. Tutto questo è
stato
possibile anche grazie alle tante persone che si sono alternate ai seggi e
per un giorno sono stati scrutatori e presidenti di seggio a titolo
gratuito.cittadini per l'ulivo "Velletri fuori della palude" circolo Volontè
Le primarie di domenica decideranno se Velletri vuole muoversi verso il
futuro, se deciderà di pianificare il futuro, se è pronta ad abbracciare il
futuro ed insieme come cittadini a scrivere una nuova pagina nella storia
della nostra città. Dobbiamo diventare una città più forte, più orgogliosa, e
più prospera di quanto sia mai stata nei dieci anni passati.
L' anno prossimo si potrà sceglire il nuovo Sindaco di Velletri, ma la
domanda da oggi ad allora, sarà "e adesso?" come riparare i danni causati da
queste tristi annate e riabbracciare quel senso di comunità che ha
permesso sempre a Velletri di superare i momenti difficili.
Noi crediamo nella candidatura di Valerio Ciafrei alle Primarie perchè ci
troviamo di fronte ad un momento di grandi sfide, ma anche di fronte a grandi
possibilità.
E' un momento di sfide perchè la nostra città gode di minor rispetto che in
qualsiasi periodo della sua storia precedente. Il catastrofico fallimento di
questa Amministrazione ci ha portato verso questo momento, un momento in cui
non ci stanno a sentire solo i nostri elettori, ma anche coloro che non hanno
votato per noi e coloro che sono stati disillusi dalla politica. Ecco perchè
questo è anche un momento di grandi possibilità. E' una CHANCE da offrire ai
nostri cittadini la
possibilità di una scelta radicalmente diversa - non solo nelle politiche e
nei programmi che noi proponiamo, ma anche nel genere di leadership che
proponiamo.
Crediamo infatti che avremo fatto la differenza per la gente e per la nostra
città, dimostrando che non pensiamo alle urne, ma ai principi, non per
calcoli, ma per convinzioni, quando avremo chiamato l'intera città ad
abbracciare uno scopo comune. Non fingendo che Valerio Ciafrei sia un uomo
perfetto ne che sarà un Sindaco perfetto, ma convinti di partecipare a questa
corsa credendo nel progresso di Velletri, non potremo dire a questi e a
quelli ciò che vogliono sentirsi dire, dobbiamo dire ai nostri concittadini
ciò che hanno bisogno di sapere, dobbiamo essere onesti sulle sfide che ci
ritroveremo davanti. Valerio è in grado di abbracciare queste sfide, l'ha
fatto nella campagna elettorale fatta con passione, con poche risorse puntando
al contatto umano, mettendoci la faccia, sempre cinto da una folla attenta.
Solo se si pensa al futuro vinceremo tutti. Crediamo con fermezza che potrebbe
arrivare un momento in cui sarà troppo tardi per tutti noi. Abbiamo poco
tempo, ma c'è. Cittadini per l'Ulivo "Velletri fuori dalla palude" circolo G.
M. Volontè
Esprimiamo enorme soddisfazione– afferma il Comitato Cittadini per
l'Ulivo"Velletri fuori dalla palude "- per le dichiarazioni di Valerio Ciafrei
sull’impossibilità di accordi con chi ha ridotto male Velletri. Abbiamo,
infatti, visto giusto quando poco meno di un mese fa abbiamo chiesto a Valerio
di partecipare alle primarie che si terranno a Velletri il 16 Dicembre. Del
resto quando abbiamo invitato Valerio Ciafrei a candidarsi alle primarie –
continua il Comitato Cittadini per l'Ulivo - lo abbiamo fatto anche in questa
ottica, ritenendo che servisse una candidatura netta in grado nel contempo di
parlare a tutto lo spettro elettorale della città senza, allo stesso tempo
dare il via ad accordi con pochi per pochi. Chi si accingerà a fare il Sindaco
il prossimo anno dovrà essere, infatti, Sindaco di tutti nella trasparenza,
senza accordi, inciuci, che non ne sviliscono soltanto la sua funzione, ma che
recano danno alla città.
La candidatura di Valerio rappresenta un forte segno di discontinuità –
dichiara Giorgio Nanni del Comitato per L’Ulivo- con la passata
amministrazione di Destra. I tanti attacchi che, finora, ha subito, da parte
della Destra, dimostrano come per quella parte politica sia il candidato da
battere e dunque ne confermano la forza. Inoltre la sua figura, passate le
primarie, è in grado di tenere insieme tutte le forze del centro sinistra,
essere un interlocutore forte con gli altri comuni, la Provincia e la Regione
e, soprattutto, attirare le forze migliori, dal mondo culturale, sociale e
politico di Velletri.
Siamo convinti che le tante persone amano e la nostra città, che vogliano più
bella di quanto sia oggi, e si interessano di come la lasceremo ai bambini di
oggi, donne e uomini di domani, sapranno scegliere il candidato, che saprà
realizzare i loro sogni.
Valerio rappresenta sicuramente la persone più indicata per garantire lo
sviluppo della città, senza comprometterne le casse.
Un voto per Valerio – conclude Giorgio Nanni del Comitato per L’Ulivo - è un
voto utile per vincere le primarie e le elezioni della prossima primavera.
cittadini per l'ulivo "velletri fuori dalla palude" circolo volontè
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